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IL COLORE SEGRETO DELLA VERITA' Gabriele Ciaccia riporta in scena Silone per la rassegna “Teatro e Letteratura” del Florian Con Il Segreto , Gabriele Ciaccia compie l'operazione meritoria di riaggiornare l'attenzione sull'opera di Ignazio Silone, personaggio intimamente legato al nostro territorio, ma non per questo provinciale. Anzi, l'interesse primo che si irradia dalla figura di Silone è dato proprio da questo doppio filo che lega l'immagine isolata/desolata di un Abruzzo rurale con la dimensione assolutamente internazionale del suo cantore. Ad iniziare dalla segretezza che ne vela il nome, il profilo di Silone (psuedonimo di Secondo Tranquilli) è votato all'intensità di un'esistenza “vissuta pericolosamente”, prima come attivissimo rappresentante del nascente Partito Socialista Italiano, poi -dopo la spaccatura del 1921- come co-fondatore del PCI, con importanti incarichi e missioni estere, che hanno alimentato persino lo spettro di un S...
PIPPO DI MARCA: UNA PENULTIMA ECLISSI Il decano dell'avanguardia romana torna in scena con un nuovo lavoro ispirato allo scrittore cileno Roberto Bolano. Per chi ama le coincidenze, le simbologie numerologiche o le interpretazioni alchemiche non sarà parso casuale il ritorno di Pippo Di Marca sul palco del Florian nella sera del 21 marzo, quasi ad officiare lo sbocciare della primavera e l'irrompere del nuovo sole dopo il disgelo. A corroborare questa chiave di lettura arcana, val la pena ricordare anche l'eclissi solare che ha fatto da introduzione all'evento nella giornata precedente, ed allora anche per i più scettici il sortilegio è servito in soluzione irresistibile. Come in un eterno ritorno, Di Marca torna sul palco per tornare nuovamente a Bolano, lo scrittore-culto a cui ha dedicato i suoi lavori teatrali negli ultimi anni. Come in un dedalo concentrico, in cui il ritorno su rotte già percorse è comunque incedere, è comunque avanzare, è comunqu...
PROMESSE DI PRIMAVERA NELL' INVERNO DI VINCENZO MANNA Al Matta una pièce del pluripremiato autore norvegese Jon Fosse prodotta da Florian Metateatro Finalmente! E' con questa esclamazione che la scena pescarese deve aver accolto l'arrivo di Inverno , pièce a cui si deve il merito oggettivo di aver portato nel nostro territorio un autore come Jon Fosse. Sì perché il norvegese è oggi – secondo le stime degli addetti ai lavori - il drammaturgo più rappresentato al mondo, tradotto in più di quaranta lingue, vincitore del prestigioso (ed economicamente munifico) premio Ibsen nell'ormai lontano 1996 ed in seguito più volte in odore di Nobel per la Letteratura. Il tutto a soli 56 anni. Condiscono il piatto già sapido un profilo personale controverso (tre matrimoni, più una conversione religiosa alle spalle) ed una mole di riconoscimenti addizionali, su cui spicca la residenza onoraria presso il palazzo reale di Norvegia, dove Fosse trascorre parte del suo ciclo ann...
ART MONASTERY PROJECT: IL SACRO, QUI E ORA Tra spiritualità ed arte, il progetto statunitense chiude a Pescara la sua tournée internazionale La dicitura un po’ logora di “teatro sperimentale” ritrova istantaneamente la sua pienezza di senso di fronte ad uno spettacolo come Prime – The Fruit of the Stone , andato in scena ieri sera sul palco del Florian. Ancor più, i canoni dell’esperimento si addicono al progetto di cui lo spettacolo è esito, ovvero l’Art Monastery Project, ideato alla fine del 2006 da un nucleo di artisti americani interessati all’esperienza interiore del processo creativo, di cui la performance finale non è che conclusione. Di qui l’idea di avvicinare la regola della vita monastica alla creazione artistica, sulle basi comuni dell’etica, della spiritualità e della contemplazione. E se la spiritualità degli artmonks (ovvero, letteralmente, i “monaci dell’arte”, a designare gli artisti aderenti all’esperienza di Art Monastery Project) va intesa in sens...
DORALINDA: IL FILO TENACE DELLA BELLEZZA Una favola teatrale che unisce avventura, storia e territorio, tra riflessione e speranza. Per ogni spettacolo, raccontare la trama è una operazione tanto possibile quanto limitante: si possono facilmente riepilogare i fatti salienti della vicenda a cui si è assistito, ma come rendere tutto ciò che resta rispetto al testo ed alla storia, ovvero quel “di più” che poi rappresenta la sostanza stessa del teatro? Nel caso di uno spettacolo come Doralinda , il concetto di trama sfugge testardamente alle categorie astratte, per recuperare il significato materiale del suo termine d’origine. La protagonista in scena dipana il suo filo, intrecciandolo con abilità coltivata, proprio come un cantastorie del tempo immemore dona corpo e voce ai suoi personaggi, dosando ad arte tempi e piani del racconto tra le forme labirintiche di una trama epica. Nel caso in questione, il mestiere tessile non è solo metafora di narrazione o creazione sapiente, po...
COMICO, TRAGICO O GROTTESCO? SEMPLICEMENTE SHOW Con “Primi passi sulla Luna”, Andrea Cosentino apre fragorosamente la stagione di Florian Teatro Partenza accelerata per la nuova stagione del Florian, che vara l’annata teatrale 2014-15 con il ritorno in Abruzzo di Andrea Cosentino, artista di pura origine nostrana da lungo tempo assente dai territori d’origine. Il peregrinare tipico del mestiere d’attore ha infatti condotto Cosentino ad affermarsi progressivamente nei circuiti off dell’intero territorio nazionale ed in particolare in quelli della scena capitolina, fino a condurre spesso con sintesi giornalistica ad una sua affiliazione automatica nella categoria della cosiddetta “nuova drammaturgia romana”, quella vicina eppure alternativa agli eredi del teatro di narrazione. Tuttavia la verbalità scenica che fa quasi da corpo agli spettacoli di Cosentino non manca mai di rimandare con dati precisi al suo effettivo percorso biografico ed artistico, dalle sue origini abruzzesi al...
GENITORI, FIGLI, FRATELLI: DRAMMATURGIA DELLA CRISI SECONDO I DALLA VIA Finalmente a Pescara i vincitori del Premio Scenario Dal Nord-Est con furore. Il titolo ad effetto sarebbe quanto mai facile e pertinente nel caso di Mio figlio era come un padre per me , messo in scena lo scorso 10 Aprile presso lo spazio Matta di Pescara dal sodalizio artistico e famigliare formato da Marta e Diego Dalla Via. Ciò che colpisce e seduce in soluzione immediata è per l’appunto la carica iconoclasta e destruente su cui poggia questa satira impietosa rivolta al Veneto filo-secessionista, ma tramite questo all’intera categoria della provincia italiana ed ancor prima al provincialismo diffuso oltre ogni limite territoriale entro le sostanze di una cultura nazionale viziata da una esiziale tendenza allo sguardo retroverso. Il topos drammaturgicamente sempreverde del conflitto generazionale si intreccia con la problematica della crisi economica, innescando l’ulteriore rimando formale al tema clas...